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sicurezza:imbracature

Impiego di imbracature

Obbligo di formazione e informazione in capo al datore di lavoro

Le imbracature sono dispositivi di protezione individuale compresi nella “III categoria” (art. 4 del DLgs 475/92), perciò il datore di lavoro ha l’obbligo di:

  • somministrare ai lavoratori l'informazione e la formazione sui rischi dai quali il Dpi li protegge
  • provvedere all’addestramento, fornendo:
    • le nozioni utili per il corretto utilizzo dell’attrezzatura
    • le informazioni sui rischi indotti dal suo utilizzo.

Valutazione dei rischi indotti

Effetto pendolo

L’operatore precipitato nel vuoto, nel caso in cui il sistema ancoraggio-cordino-imbracatura non sia perfettamente allineato e perpendicolare al punto di caduta, rischia di “pendolare” con conseguente possibile impatto con elementi sporgenti dell’edificio, come per esempio balconi, aggetti, s pigoli ecc.

Il rischio determinato dall’effetto pendolo può essere eliminato o limitato prevedendo un doppio cordino di ancoraggio.

Sindrome da sospensione inerte

La “sindrome da sospensione inerte o incosciente” si manifesta nei casi di sospensione inerte e prolungata all’interno dell’imbracatura quando l’addetto, precipitato incosciente e immobile, rimane trattenuto e sospeso dal sistema anticaduta.

I primi sintomi si presentano con una tempistica diversa, determinata da molteplici fattori quali: le condizi oni fisiche dell’infortunato, l’inclinazione del corpo, la disidratazione, la temperatura, ecc. In tutti i casi comunque, la sindrome colpisce il sistema cardiocircolatorio ed è determinata dal fatto che, la compressione dei cosciali dell’imbracatura sui vasi sanguigni presenti nella zona inguinale, produce il mancato ritorno venoso al cuore. Anche se non è possibile stabilire un limite temporale di sicurezza, è convi nzione comune, nel campo medico, che tale situazione potrebbe procurare in brevissimo tempo (10 – 15 minuti) oltre a molte altre importanti patologie, arresto cardiaco ed ischemia cerebrale.

Procedura di emergenza

Estratto dalle Linee Guida ISPESL sui “Sistemi di Arresto Caduta”: “Deve essere predisposta, nell’ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda l’intervento di emergenza in aiuto del lavoratore, rimasto sospeso al sistema di arresto caduta, che necessiti di assistenza o di aiuto da parte di altri lavoratori. Quindi, nel caso in cui nei lavori in quota, si rende necessario l’uso di un sistema di arresto caduta, all’interno dell’unità di lavoro deve essere prevista la presenza di lavoratori che posseggano la capacità o perativa di garantire autonomamente l’intervento di emergenza in aiuto del lavoratore sospeso al sistema di arresto caduta”.

Prima importante premessa: qualora il lavoratore faccia uso di imbracatura, è necessario che nelle vicinanze sia presente almeno un altro lavoratore in grado di attuare le procedure di emergenza.

Procedura di autosoccorso

In caso di caduta trattenuta, in attesa dell’intervento dei sanitari del servizio 118, i colleghi dell'infortunato dovranno intervenire immediatamente per rimuovere la persona sospesa, provvedendo ad abbassarla fino al livello terra. In alternativa, l’infortunato potrebbe anche essere adagiato all’interno di un'area protetta. Questa operazione però potrebbe complicare notevolmente l’intervento dei sanitari che si troverebbero a dover risolvere il problema di come accedere a tale area con la barella.

Le procedure di salvataggio, comprendono una serie di operazioni semplici ma che potrebbero essere complicate dalla paura di sbagliare e dal panico procurato dalla consapevolezza di avere un limitatissimo tempo di intervento. Per facilitare l’attività di soccorso, esistono in commercio diversi prodotti, sacche/zaini costituenti veri e propri “kit di emergenza”, studiati e assemblati precedentemente proprio con lo scopo di fornire un semplice e valido aiuto per tutti i potenziali utilizzatori. L’utilizzo di questi sistemi, definiti “antipanico”, permetterà di evitare grossolani errori che, in situazioni di questo tipo, potrebbero compromettere l’intervento di emergenza risultando fatali per l’infortunato.

L’addestramento all’utilizzo del “kit di emergenza”, di solito comprende una simulazione sul campo, indispensabile per evidenziare e valutare quelle problematiche che si potrebbero presentare durante le operazioni di salvataggio. A questo scopo, durante i corsi per “addetti al montaggio, trasformazione e smontaggio dei ponteggi”, una parte importante dell’attività di formazione è dedicata proprio all’attuazione di queste procedure di emergenza.

Trasmissione dell’allarme

L’intervento di emergenza comprende, oltre all’attività di autosoccorso, anche una telefonata al 118. Tale servizio dovrà essere allertato con una richiesta di soccorso accompagnata da una serie di informazioni che risulteranno fondamentali per la tempestività dell’intervento:

  • luogo dell’incidente (indirizzo del cantiere accompagnato da qualsiasi informazione utile all'individuazione dell’area)
  • cosa è successo (dinamica dell’incidente)
  • da quanto tempo è successo
  • quante persone sono state coinvolte
  • stato di coscienza dell’infortunato
  • eventuali ostacoli per l’intervento dell’ambulanza e/o dell’elicottero;
  • informazioni sui parametri vitali - quei valori che nell'individuo rappresentano la funzionalità

dell'organismo : Coscienza (esempio nessuna apertura degli occhi; apertura degli occhi in risposta a stimoli dolorosi ; apertura degli occhi spontanea; parla e pronuncia parole, ma incoerenti; confusione, frasi sconnesse; nessun movimento …); Pressione arteriosa; Respiro.

E opportuno, al fine di facilitare l’arrivo dei soccorsi, posizionare una persona all’ingresso del cantiere per indicare all’ambulanza, il percorso più breve per raggiungere il luogo dell’incidente.


sicurezza/imbracature.txt · Ultima modifica: 2015/01/29 12:35 da mickele

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