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Tutorial FreeCAD #0 - Navigare nello spazio 3D

Questo articolo non è un vero e proprio tutorial, nel senso che non avremo come scopo la realizzazione di un modello tridimensionale. Vedremo invece come navigare nello spazio tridimensionale di FreeCAD navigando nella vista tridimensionale.

ArchScientist: ArchLinux ed il calcolo scientifico

E nato da poco il progetto ArchScientist, iniziativa nella quale IngegneriLibera è pienamente coinvolta. Scopo del progetto è fornire tutti gli strumenti e le informazioni necessari per adattare ArchLinux al calcolo scientifico.

In alcuni casi tale adattamento è abbastanza facile, poiché già nei repository di archlinux troviamo dei pacchetti precompilati, nel qual caso è sufficiente usare pacman per installarli. In altri casi i pacchetti sono disponibili su AUR. In altri casi invece è necessario creare dei pacchetti ex-novo. ArchScientist si occuperà principlamente della creazione in AUR di tali pacchetti, fornendo chiarimenti in merito alle procedure di installazione spesso non banali.

Creare ed applicare patch

Vedremo come creare ed applicare patch ad un codice sorgente.

A cosa servono le patch

Supponiamo di aver scaricato dal sito pippo.org il codice sorgente di un programma. Compiliamo il programma con i canonici comandi

$ ./configure
$ make

Parte così la compilazione del codice sorgente, vale a dire: il codice del programma, scritto il più delle volte in C o C++, viene trasformato in codice eseguibile dalla macchina.

Può capitare (nessuno è perfetto!) di incontrare un errore in questa fase. Spesso per risolvere questo tipo di errori è necessario modificare il codice sorgente. Se non siete in grado di farlo direttamente, magari riuscirete a trovare qualcuno che lo faccia per voi. Supponiamo un vostro amico abbia modificato i file, e voglia inviarvi le modifiche apportate. La prima possibilità è inviarvi l'intero codice sorgente, un po' scomodo se i file sono tanti e di grandi dimensioni. L'alternativa è creare una patch, vale a dire un file testo contenente le sole modifiche apportate.

Casa rumorosa? E' possibile citare in giudizio il costruttore

Con sentenza n. 103 del 29 maggio 2013, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 15, comma 1, lettera c, della legge 4 giugno 2010, n. 96. Al di là dei tecnicismi giuridici, questa sentenza ha pesanti effetti sul mondo dell'edilizia. Vediamo perché.

In Italia dal 1995 è in vigore una legge quadro sull'acustica: è la legge 447 del 26/10/1995. A distanza di poco più di un anno è stato emanato il D.P.C.M. del 5/12/1997 che ha stabilito i requisiti acustici minimi in edilizia. Conseguentemente pareti perimetrali, solette, muri divisori tra unità immobiliari etc. avrebbero dovuto rispettare ben precisi valori minimi di abbattimento del rumore. Sempre il medesimo decreto stabiliva cee, qualora l'immobile non soddisfi tali requisiti, la possibilità per l'acquirente di rivalersi sul venditore/costruttore.

A distanza di pochi anni, l'art. 15, comma 1, lettera c, della legge n. 96 del 4/6/2010 ha previsto che, con valore retroattivo, in attesa di recepire la normativa europea, la norma del D.P.C.M. che consentiva di rivalersi sul venditore non si sarebbe applicata tra privati. La sentenza della Corte Costituzionale citata all'inizio dell'articolo ripristina il diritto del privato a rivalersi sul costruttore in caso di mancato rispetto della normativa acustica.

A tal proposito è bene sottolineare che la carenza di requisiti acustici passivi negli edifici, per gran parte della Giurisprudenza, costituisce grave difetto coinvolgendo le responsabilità contrattuali (art. 1490 C.C.) o extracontrattuali (art. 1669 C.C.) che gli appaltatori/venditori hanno nei confronti degli aquirenti.

Microsoft cambia idea?!

La notizia per come si presenta può essere finanche sconvolgente ;-):

  • Microsoft apre il codice del framwork .NET
  • estende .NET a Mac e Linux
  • rende disponibile alla comunità opensource una versione completa di Visual Studio (non la solita Express Edition!)

Verrebbe da pensare che Satya Nadella, novello Paolo di Tarso, voglia redimere Microsoft dal proprio peccato originale.

Direi proprio di no! In realtà Microsoft ha capito che il modello di business con il quale era nata, quello degli anni 80-90, basato essenzialmente sui ricavi derivanti dalle licenze del software, sta arrivando al capolinea. Nel frattempo Apple e Google, internet, la comunità opensource (beh sì, anche lei nel suo piccolo!), hanno stravolto il modo di fare soldi nel mondo dell'IT imponendo nuovi modelli basati su dinamiche più articolate.

Un tempo l'IT funzionava come i settori economici classici: se voglio vendere auto, progetto e realizzo delle buone auto e poi cerco di venderle; analogamente per vendere un software era necessario avere un buon prodotto, e poi cercare di convincere l'utente a comprarlo. A questo approccio classico, che pure continua ad esistere, si sono affiancato un nuovi modelli.

The Google way of business

Semplificando al massimo, possiamo dire che il primo, quello di Google per capirci, ruota attorno alla pubblicità. La sostanza è: cerco di attirare utenti fornendo servizi; effettuo una profilazione degli utenti; vendo pubblicità mirata. Prima di arrivare a questo si passa attraverso la creazione di una community di sviluppatori che col loro operato riescono, oltre a fare i propri interessi, ad offrire all'utente una miriade di applicazioni.

The Apple way of business

L'altro modello è quello di Apple, che associa ad un'esperienza utente completa, che va dall'hardware al software, passando per servizi di cloud dedicati, un marketing di alto livello. Anche in questo caso è fondamentale mettere a disposizione un gran numero di applicazioni per andare incontro alle più disparate esigenze degli utenti.

E Microsoft?!

Negli ultimi anni Microsoft è rimasta schiacciata tra questi due modelli. Per venire fuori da questa situazione ha deciso di puntare un po' sull'uno, un po' sull'altro:

  • ha acquisito Nokia, di modo da offrire un pacchetto ottimizzato hardware+software
  • ha attirato gli utenti con servizi gratuiti, vedi OneDrive.
  • adesso ha deciso di aprire il codice di .NET di modo da stimolare la crescita di una comunità di sviluppatori in maniera molto simile a quanto fatto da Google.

Le domande che ora ci poniamo sono:

  • riuscirà Microsoft a recuperare il tempo perso rispetto ai due concorrenti?
  • ma soprattutto, riuscirà Microsoft a convincere gli sviluppatori opensource a scommettere su di lei che fino all'altro giorno era vista come il male assoluto?

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In questo quarto tutorial vedremo come creare oggetti tridimensionali da linea di comando. Questo ci consentirà, con un po' di lavoro, di capire meglio come funziona FreeCAD ma soprattutto di aumentare la nostra produttività mediante la creazione di script personalizzati. Se ci limitassimo alla sola interfaccia grafica, FreeCAD avrebbe ben poco da offrirci rispetto ad analoghi CAD parametrici. E' proprio la linea di comando che ne fa un programma già pronto per “il mondo reale”.

Nei precedenti tutorial abbiamo modellato alcuni solidi tridimensionali utilizzando la GUI. Per chi se ne fosse perso qualcuno riporto di seguito i relativi link link:


indice.txt · Ultima modifica: 2013/07/08 10:00 da mickele

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